Da Il Cittadino
Il 16 gennaio l’Emporio Solidale Don Olivo Dragoni di Lodi ha compiuto tre anni: un anniversario che ha voluto celebrare restituendo alla comunità tutto quanto di buono è stato fatto fin ora.
<<Correva l’anno 2023 quando siamo partiti con l’Emporio di via Togliatti – ha ricordato il presidente della Fondazione di Partecipazione Casa della Comunità, Paolo Landi – e oggi ci piace immaginare questa rete come un tavolo della comunità sostenuto da tre gambe solide per far fronte a una missione a favore delle fragilità. Dopo tre anni abbiamo visto passare quasi un migliaio di famiglie, servite dagli scaffali dell’Emporio>>.
Un vero e proprio supermarket dove le persone in difficoltà economica possono fare la spesa a punti, grazie a un’apposita tessera, senza l’utilizzo di denaro.
<<Possiamo dirci orgogliosi di un progetto di rete comunitaria reso possibile da 18 soci sostenitori, 76 volontari, 4 operatori e 60 donatori>>. Una missione premiata dal Comune di Lodi, in occasione di San Bassiano, con la benemerenza civica, che ha conferito ulteriore pregio <<a un’attività essenziale per l’aiuto a persone in fragilità economica, sociale, relazionale ed educativa>>.
I numeri della solidarietà sono stati snocciolati dalla direttrice della Fondazione, Lucia Rudelli, definendo la dimensione volumetrica di un progetto a tutto tondo.
<<In tre anni sono state accolte 974 famiglie con una media di 650 all’anno – ha spiegato – e, contando un bacino che comprende anche il lavoro degli Empori di Casalpusterlengo, Dresano e San Colombano, dal 2023 a oggi, ogni anno abbiamo raggiunto più di 3mila persone per un controvalore di 3 milioni di euro di beni raccolti e distribuiti (più 9 milioni di euro in tre anni) pari a un corrispettivo di 1 milione di pasti sani, completi ed equilibrati con un ampio ventaglio di prodotti sugli scaffali>>.
Un impegno che vede protagonista anche l’Azienda Socio Sanitaria Territoriale di Lodi, con tabelle e piani nutrizionali che consentono di definire le corrette abitudini alimentari per educare gli utenti dell’Emporio.
Traghettando la Fondazione fin dai suoi primi passi, la Fondazione Banca Popolare di Lodi, Caritas Lodigiana, Progetto Insieme, Famiglia Nuova, Movimento Lotta Fame nel Mondo e più recentemente anche il Comune di Lodi, hanno accolto, con una porta sempre aperta, l’ingresso della Fondazione Danelli, con progetti di inclusione sociale che rispecchiano la mission della Fondazione, in grado di valorizzare le abilità di ognuno. Aperto il lunedì, il mercoledì e il venerdì dalle ore 13 alle 16, il martedì e il giovedì dalle 10 alle 13 e, per gli utenti fuori Lodi, il martedì e il venerdì dalle 10 alle 13, l’Emporio Solidale offre generi alimentari ma non solo: tra gli scaffali si possono trovare prodotti per l’igiene della casa e, grazie al sostegno de L’Erbolario, anche cosmetici per la cura della persona per restituire valore e dignità agli utenti.
<<Solo grazie alla convenzione con la Galbani – specifica il referente dell’area cibo Lorenzo Musitelli – distribuiamo ogni mese il valore di 20-25mila euro di formaggio fresco, mantenendo la catena del freddo grazie a furgoni refrigerati e combattendo la lotta allo spreco>>.
Sì, perché tutto il cibo, fresco e secco, che rimane invenduto sugli scaffali viene smistato tra gli altri tre Empori e tra le venti comunità di accoglienza del territorio che aderiscono alla rete di solidarietà.
<<Una rete che comprende dal piccolo panettiere di quartiere fino alla grande distribuzione organizzata. Ma quello che non si vede è una macchina che lavora esattamente come una logistica, con un magazzino, mezzi, autisti e operai che ogni giorno garantiscono il funzionamento dell’intera filiera di distribuzione>>, conclude Musitelli.
META’ DELLE FAMIGLIE DI LODI, L’ETA’ MEDIA E’ DI 34 ANNI
E’ la voce del referente del controllo di gestione dell’Emporio, Antonio Nava, a definire un quadro sul target di utenza: <<Tra le seicento famiglie che si servono della spesa a punti, 360 sono di Lodi città, il resto viene da fuori. Registriamo un’età media molto bassa, attorno ai 34 anni. Gli anziani, over 65, sono il 9 per cento e i minori, dagli zero ai diciotto anni, circa il 35 per cento>>.
La fotografia della povertà a livello locale si connota proprio come uno specchio di quella a livello nazionale, definita dai dati Istat. Termometro di una condizione che riguarda per lo più le giovani famiglie (il 40 per cento italiane) e una piccola fetta di pensionati che non riescono ad arrivare a fine mese, l’attività dell’Emporio mette in evidenza anche un altro dato preoccupante: <<Ovvero che la povertà si cronicizza – spiega Nava – : risulta difficile uscirne dal ciclo>>. In questi anni, infatti, c’è stata una rotazione delle famiglie pari al 40 per cento, per cui oltre la metà è rappresentata ancora da quelle famiglie che hanno eseguito il primo accesso nel 2023.
Nei piani della Fondazione c’è l’espansione degli Empori del Lodigiano, con un bando promosso dalla Fondazione comunitaria per il valore di 77mila euro e la nascita di due nuove strutture nella zona di Sant’Angelo e nel Basso Lodigiano.
<<La nostra è una storia breve ma che ci ha insegnato quanto sia fondamentale il cambiamento culturale – spiega la direttrice Lucia Rudelli -. La risposta al bisogno alimentare è solo la punta dell’iceberg. Oggi il nostro impegno è rivolto anche alla promozione dell’educazione sociale e relazionale, volta a fornire ai giovani una corretta formazione alimentare, finanziaria ed energetica>>. Nel biennio 2025-2027 la Fondazione si è guadagnata il secondo posto in classifica nel Bando regionale per il diritto al cibo, che ha riconosciuto il valore di un’eccellenza di Lodi.
DAGLI SCOUT ALLA “MESSA ALLA PROVA”
<<Educare i giovani ai valori della solidarietà e della restituzione>>.
Questo è un altro grande obiettivo della Fondazione di Partecipazione Casa della Comunità che, attraverso l’Emporio, da tre anni apre le porte a giovani volontari, al mondo scout, agli istituti scolastici e a percorsi di messa alla prova per estinguere il reato commesso, con un programma di rieducazione sociale. Sono le testimonianze del referente persone e organizzazione Marcello Anelli e del coordinatore del magazzino e della formazione dei giovani Franco Rossi, entrambi volontari all’Emporio Solidale, a fornire un quadro più ampio del lavoro che ogni giorno si svolge al civico 18 di via Togliatti.
Una missione che comprende 76 volontari, 2 giovani scout, una sessantina di studenti provenienti da diversi istituti scolastici tra cui il Cfp Canossa, l’Itis Volta, il Calam, l’Asfol e il Maffeo Vegio, in occasione di stage, percorsi di alternanza scuola – lavoro e di service learning. Poi, ancora, sono 4 le “messe alla prova” e una decina le borse lavoro di inclusione sociale a favore di soggetti in condizioni di svantaggio socio-economico.
All’opera nel magazzino dell’Emporio, giovedì mattina c’erano Mattia, che frequenta il Volta, e Nikolay dell’Asfol Cfp, entrambi 17enni: <<Stiamo imparando un mestiere nel campo della logistica, che ci preparerà al futuro>>, hanno detto soddisfatti i due ragazzi. <<Anche grazie all’operato del Centro di servizi per il volontariato Lombardia Sud Ets – proseguono Anelli e Rossi – ci rendiamo disponibili come interfaccia del volontariato e, tra i vari percorsi, ci sono studenti che vengono all’Emporio per vivere un’esperienza in grado di accumulare crediti formativi validi per la maturità>>.
Perché, ancora prima di risorsa umana, nel nucleo interno dell’attività dell’Emporio, vive il concetto di persona, con diversi bisogni e interessi da colmare e si svolge un servizio utile alla collettività acquisendo competenze di diversa natura.
UN FATTURATO FIGURATIVO CHE SUPERA I 3 MILIONI
Sono Ferruccio Andena, Ester Scagnelli e Fabio Merlini a gestire le tessere a punti che vengono assegnate alle famiglie che gravitano all’Emporio per la spesa settimanale, con un pacchetto di punti ciascuna a seconda del numero di componenti del nucleo familiare.
Queste persone vengono segnalate e inviate dalle Caritas parrocchiali, dai centri di ascolto attivi sul territorio e dai servizi sociali. Ma per far funzionare tutta la macchina operativa servono fondi: <<Solo le utenze, con le celle frigorifere in funzione h24, ammontano a 25mila euro all’anno – spiega il presidente Paolo Landi -. Poi ci sono i furgoni refrigerati che ci consentono di garantire la catena del freddo, per cui le spese per manutenzioni, assicurazioni, carburante e pedaggi per farli viaggiare ammontano a circa 40mila euro. Spese che vengono coperte grazie alle donazioni di privati e aziende: l’elemento vincente è il rapporto 1 a 10 per cui, per 100 euro donati, riusciamo a garantire 1000 euro di cibo distribuito>>.
Una proporzione tra costi e benefici che persegue il valore della partecipazione: <<Un percorso di crescita identitaria comune e di visione condivisa da costruire giorno dopo giorno con i soci fondatori – spiega la direttrice Lucia Rudelli – ma anche con quelli sostenitori, altro anello strategico della partecipazione, insieme alle aziende donatrici di cibo>>. Tra questi ringraziamo Assolombarda, Cfp Canossa San Giuseppe Coop Sociale Onlus, Consorzio Tutela Grana Padano, Ecostrato, Ferrari Giovanni industria casearia, Gritti Energia, L’Erbolario, Lions Club di Lodi, Mollificio Imma, Think!, Zucchetti.
L’Emporio fonda le sue radici nella sostenibilità delle sue azioni, ma rappresenta un modello in grado di produrre più di 3 milioni di euro di fatturato figurativo: <<Un modello di solidarietà circolare in cui si incontrano donatori, volontari e beneficiari in un’ottica di restituzione, dignità e partecipazione per rendere la Fondazione un modello di impresa sociale di comunità, capace di coniugare efficienza gestionale, prossimità territoriale e valore sociale>>, conclude la direttrice.